Il manifesto di Seventh, la Settima Porta
Il movimento nasce nel 2003. Ne sono fondatori Luciano Dall'Acqua, Stefano Momentè, Claudio Nobbio, Roberta Padovani, Alfio Rapisardi, Lorenzo Spinazzi.

Il manifesto

Il gruppo SEVENTH mette insieme artisti che hanno come obiettivo la ricerca della verità. Seventh significa Settima Porta, un percorso che attraverso gli strumenti dell’arte, cerca di avvicinarsi il più possibile alle ragioni della bellezza, della comunicazione anche sociale. Perché l’arte deve avere qualche significato altrimenti cosa ci starebbe a fare.
Si sa che il tormento degli artisti è quello di padroneggiare prima la materia e poi lo spirito. Il gruppo SEVENTH si pone questo obiettivo.

Cosa c’è oltre la settima porta?
Il cammino dell’artista - che è poi il cammino dell’uomo - è fatto di luci e di ombre, di sprazzi di ragione e di oscurantismi delle penombre.

Ma sappiamo che per ritrovare la vera luce, occorre fare dei percorsi.

Un gruppo di artisti che condivide questo principio, si riunisce per confrontarsi ed anche per essere confrontato.
L’arte non deve restare chiusa nell’intimità degli studi, nelle cassaforti, nei depositi dei musei. L’arte, come creatività dell’uomo-artista deve proporsi al pubblico perché ognuno, nelle sue visioni diverse, possa fare commento, possa dare un suo contributo al miglioramento della ricerca.

Non è vero assolutamente che arte voglia dire far piacere a chi guarda. Può fare piacere, ma anche dispiacere. L’importante è che dica.

Un agricoltore delle rive del Piave, mi spiegò un segreto mentre assistevo alla raccolta dell’uva ed alla trasformazione dell’uva in vino.

Un buon vino può anche non piacere. Ed è vero.
La sofisticazione dei trattamenti dell’uva che avviene nelle aziende vinicole, crea un gusto che va bene. Un gusto buono al palato. A tutti i palati.
Nel frangere l’uva ecologicamente pura, non trattata, non lavata se non dalla pioggia, senza additivi, sottrazioni, miscele, si sa già che il risultato potrà essere, sì di vino d'uva, ma di gusti non sempre uguali.
Il palato che si adatta a vini sempre uguali, resterà scioccato.

Ebbene quello che SEVENTH vuole fare è di arrivare a proporre dell’arte che può anche lasciare incerti.
Perché l’artista percorre una via di perfezionamento che non è uguale a quella dell’altro.
Il confronto è solo pubblico.

Le opere vengono portate in pubblico ed esposte.
Ed è li che si discute, che ci si confronta, tra artisti e col pubblico.

Per non restare chiusi in una casta o club ristretto il gruppo SEVENTH ha deciso di accogliere nelle sue esposizioni tendenze, gruppi, cultori anche di arti diverse come la poesia visiva o la musica.
Arte è a tutto tondo, non una nicchia limitata.

E’ quindi facile che le esposizioni del gruppo siano occasione di confronti a volte serrati tra varie tendenze.
Ed è questo che da vita e che finisce per essere la filosofia del gruppo.

[Jeronimus L. Calder]
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Posted on 04 Oct 2008 by Stefano
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